Siamo stati al Pitti Bimbo!

Firenze, alle ore 9:00 di una mattina leggermente piovosa del 23 Gennaio di quest’anno appena cominciato, mi accingo ad entrare alla 68° Fiera semestrale PITTI BIMBO una tra le manifestazioni di moda, rivolta al mondo dei bimbi dai 0 ai 14 anni, più importanti del mondo, fiera internazionale del tessile-abbigliamento di qualità, ed esposizioni, eventi di comunicazione e iniziative culturali e di ricerca riferiti al sistema-moda e alla moda come espressione estetica ed evoluzione globale del gusto.

Mi avvicino alla biglietteria, un salone in acciaio e vetro di almeno 600 mq dove le postazioni sono suddivise in “Nuovi visitatori”, “Visitatori registrati”, “Informazioni”, e “Stampa e Comunicazione” e solo 3 modi per potervi accedere, o come visitatore (che equivale a non poter vedere quasi nulla), come compratore (ma si deve essere invitati da almeno una delle aziende partecipanti) o come espositore. Io devo accontentarmi di entrare come visitatore.

Vogliono sapere i miei dati generali e cosa mi spinge a visitare la fiera, mi invento sul momento qualcosa e mi rilasciano una tessera-badge magnetica con il mio nome che dovrò presentare sia all’ingresso che all’uscita ma principalmente ogni qualvolta che mi presenterò davanti ad uno stand per visitarlo.
Una volta che sono entrato trovo davanti a me una specie di cittadella e già mi accorgo che un solo giorno non mi basterà per poter dare almeno un occhiata a tutto; 18 padiglioni a tema, alcuni con diversi piani cominciano a stuzzicare la mia curiosità, nel frattempo mi viene consegnata una guida con la mappe di tutta l’area e la lista di tutte le aziende italiane ed estere che espongono, sono ben 530.

Tra un padiglione e l’altro all’esterno è allestita una installazione dal nome “Italia Meravigliosa” che è il tema di questa edizione del PITTI IMMAGINE BIMBO, la guida dice che è un tributo in chiave ironica e post-contemporanea alla tradizione italiana più nazional-popolare, pensata dall’architetto e designer Oliviero Baldini. L’installazione è realizzata con enormi pezzi di luminarie, quelle che accendono le strade e le piazze del Sud Italia. E’ un omaggio al gusto della festa e al calore dell’ospitalità interpretati in modo ultra-pop e divertente, un mix tra folklore e graphic art. A me non piace.

Il primo padiglione all’ingresso della fiera è denominato Apartment, leggo che è il nuovo progetto di PITTI BIMBO dedicato al lifestyle contemporaneo della moda bimbo: una sezione speciale, che mette  in scena una selezione di collezioni internazionali di abbigliamento e accessori improntate alla ricerca e rivolte ad un pubblico all’avanguardia. L’atmosfera è proprio quello di un appartamento, caratterizzato nello stile e nel gusto dalle stesse collezioni in scena; all’ingresso due hostess in abito romantico-fiabesco.

PITTI BIMBO non è solo abbigliamento o accessori ma anche una fiera rivolta a tutto il settore del bambino dai 0 ai 14 anni, come ad esempio la stampa specializzata, aziende che realizzano confezionamenti o packaging, bags, manichini ecc.

Ecoethic è l’area dei marchi che hanno un approccio alla moda etico ed eco sostenibile, rivolto ad una crescente sensibilità del pubblico di compratori verso un settore in grande espansione.

Centinaia sono i marchi nazionali e internazionali conosciuti che espongono quì alla fiera, da REPLAY and SONS ad Alberto Guardiani, Agatha Ruiz De La Prada, BRUMS, BIMBUS, CACHAREL, COCCODE’, Roberto Cavalli, DIESEL, FIORUCCI, FERRARI Young Collection, FRUTTA, Gai Mattiolo, ICEBERG, MONCLER, MOSCHINO, Rocco Barocco Kids, TARTINE & CHOCOLAT, TOMAX, WINX Club, TRUSSARDI, AMERICANINO, BIKKEMBERGS, BLAUER, EVERLAST U.S.A., HETREGO’, KICKERS, PACIOTTI 4US, RICHMOND JR, SWEET YEARS, ed altri 500 marchi.

La collezione che sto per visitare nei vari stand è quella che andrà nei negozi nell’inverno del 2010. Quasi tutto in ogni stand è top secret per coloro i quali non sono stati invitati dalle stesse aziende; Visitatori da tutta europa cercano di carpire cosa andrà di moda nel 2010, e molti, a detta degli stessi espositori vengono per copiare le collezioni, ed è per questo motivo che io con il mio semplice pass da visitatore posso fare poca strada. Molti stand sono dei veri e propri “negozi” chiusi da una porta, per accedervi e quindi vedere le collezioni bisogna avere il pass-badge magnetico con la scritta “compratore”, infatti all’ingresso di ogni stand c’è un incaricato a registrarti con un lettore di badge magnetico per fare le statistiche delle visite ottenute durante la giornata e durante le 3 giornate complessive. Nulla è lasciato al caso.

All’interno dello stand oltre ai proprietari o responsabili del Marchio sono presenti anche i vari distributori o agenti delle varie regioni o dell’estero, se sei stato invitato da loro o sei un compratore ti fanno accomodare a vedere tutta la collezione e ordinare i capi, altrimenti nulla. Ogni stand è attrezzato per rilasciarti ogni tipo di gadget, dal peluche, alle caramelle, alle borse, alle agende e tante altre cose, nonostante ciò in giro vedo poche hostess (sostituite con i diretti responsabili dell’azienda sicuramente più preparati) e pochissimi bambini, segno che l’obiettivo della fiera è quello di vendere e non di perdere tempo… specie con la crisi che c’è!

Gli unici marchi che fanno più “rumore” con le hostess e molti gadget sono quelli appena nati e da poco pubblicizzati e sono gli unici che ti invitano ad accedere al loro stand, tral’altro già molto “aperto”, e sono felici di farti vedere la loro collezione chiunque tu sia.

Durante la mattinata ho fortuna di trovare gli inviti per vedere una sfilata, per l’esattezza della stilista Agatha Ruiz De La Prada, una eccentrica stilista spagnola che veste i bambini come se fosse sempre carnevale, “con tutto il rispetto parlando” ma cmq con una certa vena di innovazione stilistica che la rende sicuramente diversa da tutto il resto del mondo dell’abbligliamento bambino e anche molto apprezzata.
Ormai è pomeriggio, la sala delle nazioni, dove avverrà il fashion show, cioè la sfilata, è gremita di gente, fotografici e stampa; cerco di posizionarmi tra gli altri fotografi davanti alla passerella, ci riesco, sono pronto per immortalare questa collezzione, devo dire con una bella scenografia e l’attesa tra il pubblico sale. I bambini cominciano a sfilare, alcuni non sembrano nemmeno umani, sembrano angeli, perfetti, bellissimi, ma per fortuna sempre bambini. Sono soddisfatto.

Un giro presso un altra ala del villaggio fieristico e si fanno già le 18, orario di chiusura, fuori ricomincia a piovere, ma non è ancora finita, tra qualche minuto ci sarà un altra sfilata. DIESEL.
L’atmosfera e la scenografia cambiano completamente, la collezione DIESEL del 2010 punta tutto su un tipo di abbigliamento molto informale, quasi un abbigliamento da lavoro (WORKWEAR), sulla scenografia vengono proiettati immagini e video su attrezzi da lavoro, i bambini sono vestiti come se fossero meccanici o cmq piloti terrestri e del cielo; anche l’età di riferimento è diversa. Dai 4 ai 16 anni, ragazzi e ragazze. L’abbigliamento delle ragazze è più ricercato e stiloso, mi piace molto, le più giovani vestono abiti più colorati, toni pastello di rosa, giallo e viola, mentre le teenagers toni più caldi come tonalità di marrone, beige, ecc.

Alle 19 è già finito tutto, è stata una giornata molto interessante per me, studiare da vicino la comunicazione delle grandi aziende e fiutare nell’aria quali saranno le tendenze future nel settore mi è servito molto per cominciare a lavorare con il mio attuale cliente. Non mi resta che tornare nel mio alloggio, domani volo di rientro per la sicilia!

Guarda quì il Video del Fashion Show al Pitti Bimbo.

Articolo e foto di Roberto D’Angelo.

 

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