Sono tempi duri per i sostenitori del marketing “fai da te”.
Spulciando tra gli articoli della Legge n. 135 del 7 agosto 2012 (la cosiddetta Spending Review, per intenderci) ci accorgiamo che è stata aumentata la sanzione prevista dal Codice del Consumo in materia di pratiche commerciali scorrette. L’art. 23, comma 12, infatti aumenta da 500.000 a 5 milioni di euro l’importo massimo delle sanzioni deliberabili dall’antitrust.
I comportamenti scorretti, che vanno dalla classica pubblicità ingannevole al ricorso a pressioni esagerate al fine di indurre i consumatori ad acquistare prodotti o servizi che altrimenti non sceglierebbero, sono molto diffusi in Italia, tanto da costringere l’autorità garante a disporre sanzioni per una media di circa 30 milioni di euro l’anno.
In primo luogo perché la “truffa”, per quanto sia perfettamente architettata, può avvenire una sola volta. Difficilmente un cliente acquisito con l’inganno penserà di usufruire dei prodotti o servizi dell’azienda che lo ha raggirato nel caso in cui ne avesse bisogno nuovamente.
In secondo luogo, il modo migliore (e legittimo) per attirare i clienti è capire chi sono, conoscere i loro reali bisogni, le loro esigenze e cercare quanto più possibile di allineare l’offerta con questi elementi. Una formula precisa ed essenziale, ma che solo una corretta e scientifica pianificazione di marketing riesce a mettere in pratica. Stabilendo a priori e senza inganni quelli che sono gli obiettivi dell’azienda e i mezzi per raggiungerli, si riescono ad intraprendere azioni volte a fidelizzare la clientela, proprio perché condividerà e appoggerà quei valori che l’impresa porta avanti.
Diventa quindi necessario per le aziende affidare la gestione di questi processi a professionisti in grado di comprendere a fondo queste dinamiche al fine di non lasciarsi travolgere da allettanti, (e illusorie) scorciatoie.
Articolo di Carmelo Cosenza
Giuseppe Galipo'
8 dicembre 2012VERAMENTE INTERESSANTE, QUELLO CHE DITE. SAREBBE PIACEVOLE AVERE ALTRE SEGNALAZIONI. GRAZIE